Guida alle colle per il legno

by Uomo di casa

Introduzione

La scelta della colla è sempre una scelta difficile soprattutto per chi è alle prime armi. Prima di riuscire a capirci qualche cosa ci ho messo veramente un molto tempo. Per questo ho deciso di scrivere questa guida aggiornata. Dico aggiornata perchè, visto che non mi ritengo un guru so che potrebbe sfuggirmi qualcosa quindi in base ai vostri commenti sul canale e ai vostri consigli andrò continuamente ad aggiornare questa guida.

Voglio tentare un approccio particolare all’orgomento, lo dividerò non tanto per tipi perchè se no non ne usciamo più; ce ne sono tantissime (viniliche, alifatiche, epossidiche ecc…) ma, per classe di utilizzo. Cominciamo!

Carteggiabili e non

Iniziamo la nostra disamina con una delle cose più importanti che dobbiamo decidere quando ci avviciniamo allo scaffale delle colle: ci serve carteggiabile o no?

Innanzi tutto, quando abbiamo bisogno di carteggiare la colla? Vi voglio dire la verità… a me capita sempre. Le giunzioni non sono mai perfette come le vorrei e quindi mi trovo sempre a dover carteggiare parti incollate. Per questo io preferisco le colle carteggiabili a quelle non carteggiabili.

Di solito le colle viniliche non sono carteggiabili perchè diventano gommose, ovviamente essendo la chimica un argomento vastissimo potreste trovare delle colle viniliche carteggiabili, ma comunque se volete andare sul sicuro io vi consiglio la Titebond.

La Titebond è una colla alifatica (non voglio scrivere tecnicismi chimici su cosa significhi) ed è considerata da molti la colla per legno migliore al mondo. Carteggiabile non macchia (almeno la Titebond I… quella rossa per intenderci) ed è l’ideale per qualsiasi tipo di lavoro da interno.

Tiriamo le somme:

Sceglieremo la colla vinilica se vogliamo spendere poco e siamo sicuri di fare lavori abbastanza precisi e di non aver bisogno di carteggiare, per esempio se usiamo pannelli pretagliati a misura o cose del genere.

Sceglieremo la colla alifatica se usiamo legno riciclato e siamo quasi sicuri che dovremmo andare a ritoccare molte giunzioni.

Sulla differenza tra la colla vinilica e alifatica potete trovare delle utili informazioni in questo video e nei commenti scritto sotto lo stesso.

Da interno e da esterno

In questo caso la scelta è obbligata, se dobbiamo realizzare un oggetto in legno che deve stare all’esterno, quindi con umidità e temperatura molto variabile abbiamo bisogno di scegliere la colla giusta.

Se sbagliamo tipo di colla il nostro prodotto non durerà a lungo ve lo posso garantire, non è solo una questione di marketing. Se non comprate una colla da esterno la vostra creazione durerà poco

Colle per uso esterno ce ne sono moltissime, io mi oriento sempre sulla Titebond, perchè nel tempo si è dimostrata veramente degna della sua reputazione

In questo caso parliamo di un polimero proprietario che è super resistente all’umidità e incolla veramente bene. Abbiamo solo da scegliere in questo caso se comprare la Titebon II o la Titebond III. La differenza è sostanziale: la prima è atossica e garantita anche per il contatto indiretto con il cibo, la seconda ha una presa più forte.

Il problema di queste colle è che macchiano… e se cadono su qualcosa… è critica, soprattutto se la lasciate asciugare.

Per chiarezza bisogna dire che esistono anche colle acetoviniliche resistenti all’acqua ma sono piuttosto costose, vengono usate anche per l’incollaggio dei listelli di parquet quando la posa dello stesso è flottante. La “gommosità” della colla vinilica è l’ideale per questo tipo di lavori.

Come vedete la scelta della colla è una scelta pensata, ma magari riprenderemo questo argomento alla fine dell’articolo.

Animale o sintetica

Forse qualcuno si sta chiedendo se le colle animali vengano ancora utilizzate. La risposta è si, ma le usano solo alcune nicchie. Per esempio nell’iconografia o nella liuteria.

La particolarità di queste colle è che sono reversibili, nel senso che se scandate dovutamente tornano liquide ed possibile staccare le parti incollate. Comunque hanno una buona tenuta. Potete trovare un test di questo tipo di colla in questo video.

Il lato negativo di queste colle è che vanno preparate (sciolte a bagno maria) e soprattutto puzzano… di cadavere e, in effetti, la cosa non è strana in quanto vengono tratte da parti di animali con tutte le polemiche che possono nascere per questo.

Ovviamente questo tipo di colla si può usare solo all’interno in quanto non ama molto l’umidità.

Da questa disamina avete capito che, a parte per i campi citati sopra, le colle sintetiche hanno preso campo perchè sono più adatte alle esigenze di ogni singolo lavoro. Una volta non c’era altro e si faceva con quello che si aveva.

Conclusione

Come avete visto da questa breve guida (breve in relazione a questo mastodontico argomento) per scegliere la colla ci va un minimo di ragionamento, ma nemmeno tanto.

Un po’ di informazioni e una volta scelte quelle 2 o 3 colle che fanno al caso nostro andremo sempre sul sicuro tranne quando dobbiamo fare un lavoro particolare.

Se avete bisogno di altre informazioni non esitate a contattarmi.

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